ZEN LIFE
27 Ott, 2021

 

Hakuin

 

ZEN LIFE

di lnoue Muhen

Articolo tratto da: Arti d’Oriente settembre 1999 (qui il PDF)

 

*

 

Lo Zen è la condizione naturale in cui ogni essere umano è Buddha. Molti intellettuali ne hanno scritto, ma questo articolo è testimonianza di un monaco itinerante fresca , spontanea, quasi infantile. È la risposta di un medico ai suoi pazienti, curiosi di sapere chi li ha curati. È un ‘interpretazione del Buddismo offerta ai cristiani, per cercare di essere insieme.

 

 – Perché fare Zen? 

 – Desiderio 

 – Collera 

 – Ignoranza 

 – Karma 

 – Solitudine 

 – Meditazione Zen 

 – La morte 

 – Il mondo del Vuoto

 – Preghiera 

 – Karma 

 – Perché esiste la sfortuna in questo mondo?

 

 – LIBRI da leggere

 


 

 

Perché fare Zen?

 

P er ottenere il satori (illuminazione o nirvana). Che cos’è il satori? È la realizzazione della natura dell’io e di tutte le cose. Significa che tutte le creature viventi e tutti i feno­meni sono manifestazioni del Buddha. Questo è ciò che dob­biamo realizzare. Se troviamo la vera natura dell’io e di tutte le cose, saremo in grado di scoprire la felicità. 

Scompariranno sof­ferenze e problemi, preoccupazioni, ansietà e paure.Vivremo in tranquillità e pace. Questo è satori! Questo è ku  (vuoto)! 

Voi potrete pensare che corpo e mente siano l’io, ma il vero io è diverso. Dovete trovarlo. Potete trovarlo nella meditazio­ne  e cambiando il vostro atteggiamento e modo di pensare. Quando raggiungerete il satori, diventerete bodhisattva (un bodhisattva ha più amore e compassione per gli altri che per se stesso). 

Anche ora c’è un bodhisattva dentro di voi, ma è nasco­sto sotto il mucchio dì spazzatura del karma. Dovete purificarvi per divenire bodhisattva. E questa strada è lunga e difficile.

Ci sono molti tipi di satori, piccoli e grandi. Possiamo raggiun­gere un satori cambiando modo di pensare. Per essere bodhi­sattva, dobbiamo sperimentare successivi satori. Buddha ha spiegato come.

Prima dobbiamo capire che le cause della sofferenza sono: desi­derio, rabbia e ignoranza. Le sofferenze umane derivano da ciò. Superandole scavalcheremo la sofferenza, raggiungendo il satori e godendo di una pace profonda e duratura.

 

*

 

 

Desiderio

Il desiderio per le cose materiali è una delle radici della sofferenza.

Non possiamo ottenere vera felicità dalle cose materiali. Esse sono illusioni e producono infelicità. Non c’è vero benes­sere all’infuori della pace della mente.

Dobbiamo anche sapere che la felicità si alterna all’infelicità. L’antica filosofia cinese parla di Yin e Yang come natura dell’Uni­verso. Tutto consiste in coppie d’opposti: più e meno, sole e luna, notte e giorno, bene e male, uomo e donna, felicità e infe­licità, ecc. Così si mantiene in equilibrio la bilancia dell’Universo. Questa è la filosofia dell’Yin-e-Yang.

 

 

 

Le nostre vite ripetono cicli di felicità e infelicità. Tutti vogliono l’una e  rifiutano l’altra, ma nessuno può sfuggire a questa legge.  È impossibile ottenere solo felicità perché i due opposti sono le facce della stessa moneta.

Creiamo noi stessi l’infelicità, cercando di sfuggirle. Se sperimentiamo qualche sofferenza o infelicità, non dovremmo cercare di sfuggirla, perché essa non farebbe che rincorrerci. 

Se le diamo buona accoglienza, come qual­ cosa che ci da la possibilità di modifi­care il karma, allora la sofferenza se ne andrà. Non dovremmo aver paura e cercare di evitare la sofferenza.

Hakuin, uno dei più grandi maestri Zen giapponesi, dice: «Ringrazia e rispetta la sofferenza perché fa di te un bodhisattva».

Se impareremo qualcosa dalla sofferenza, ci accorgeremo che essa è la più grande maestra. La medi­tazione Zen non consiste in negatività e rassegnazione, ma in energia attiva, positiva e coraggio per affrontare la vita.

 

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Tante  sofferenze  sono  causate  dai desideri. Desideriamo denaro, macchine, case, salute, amore, un matrimonio felice, fama e così via. Pensiamo che queste cose ci porterebbero felicità e che saremo infelici se non le ottenessi­mo.

Ma quando le abbiamo, vogliamo di più e abbiamo paura di perderle. Viviamo sofferenze e problemi, nel cercare di mantenerle. Rincorriamo la felicità, ma la mente resta insoddisfatta. Nuotia­mo in un oceano di sofferenze che provengono dal desiderio, dall’attaccamento. Se lasciassimo andare ogni legame, la sofferenza svanirebbe. Lasciare ogni legame è una condizione richie­sta dal Buddismo.

Un esempio di lasciare andare ogni attaccamento può essere visto nell’esperienza di un monaco. Il dottore disse che sarebbe morto presto.

Lui pensò: «Visto che devo morire, lo farò meditando».

Si sedette sul letto, dimenticando l’attaccamento alla vita. Non pensò a vivere o a morire. La sua mente era perfettamente vuota. Continuò a sedere per una settimana, senza man­giare. E si ristabilì.

Ci sono molte persone che hanno avuto esperienze simili. La vera felicità è una condizione di «pace della mente». Se la cerchiamo attraverso le cose materiali, è come afferrare un bellissimo arcobaleno. Non dobbiamo dimenticare che felicità e infelicità sono nella mente e non hanno reale esistenza. È la mente che le crea.

 

 

C’è un proverbio giapponese che dice: «L’infelicità e la sofferen­za sono sementi di felicità ed esso è seme dell’infelicità».

Non siamo  in grado  di avere  benessere  quando  lo desideriamo.

Saremo in grado di trovarlo quando cambieremo il modo di pensare e capiremo che anche all’interno della sofferenza esiste felicità.

 

 

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Collera

La collera viene dall’ego. Molti pensano che le loro opinioni sono giuste e non riescono ad accettarne altre. Ma dobbiamo essere comprensivi. La collera è il peggior nemico della pace della mente. Con essa danneggiamo solo noi stessi.

Anche se qualcuno ci fa del male o ci fraintende non dovrem­mo arrabbiarci. Spesso viviamo senza capirci, non solo tra indi­vidui, ma anche come nazioni. Non ce ne accorgiamo. Credia­mo di essere sempre dalla parte della ragione. Anche una per­sona umile non riesce a sottrarsi a questo errore.

Dovremmo ringraziare quelli che ci odiano, che si approfittano di noi, o ci disprezzano perché, sopportandoli, modifichiamo il karma. 

Se facciamo così, l’altro ci aiuterà inconsapevolmente ad accrescere conoscenza e amore. Come dice la Bibbia: «Ama il tuo nemico».

Tutte le religioni parlano della pazienza come virtù. Dovremmo ringraziare chiunque ci sia causa di dolore o sofferenza, perché ogni sofferenza è conseguenza del karma. Sopportando la sofferenza, il karma sparirà. Quando veniamo feriti nel corpo o nella mente, non dobbiamo reagire con collera, o facendo del male. Se cerchiamo di ricambiare le ingiurie, creeremo un karma più profondo.

 

*

 

Mostrarsi imperturbabili, ma nutrire collera dentro, non vale. I Sutra dicono: «Se solo pensi di essere sfruttato, ferito, o ingiuriato, non potrai placare il tuo odio». Solo rinunciando a esso si pla­cherà. L’odio non può essere placato dall’odio, ma solo rinun­ciandovi.

Se avete un problema con un amico, o in famiglia , dovete cabiare voi stessi. Se volete cambiare l’altra persona per farla diventare come la vorreste, soffrirete. Se cambierete voi stessi come l’altra persona vorrebbe, allora anche l’altra persona cam­bierà per voi.

Come cambiare voi stessi? Attraverso l’amore.

Se amate qualcuno con sincerità, allora anche lui o lei cambieranno. Dovete vederlo come incarnazione di Buddha. Facendo così, vi libere­rete dalla sofferenza dell’odio e vi sentirete felici.

Se avete delle difficoltà col coniuge, dovete prima cambiare voi stessi, allora anche vostro marito o moglie cambieranno. Se vostra moglie è frivola e trascura il dovere, dovreste cucinare, curare i bambini, fare il bucato. Servirla come servireste Buddha. Così il karma si consumerà e vi avvicinerete a bodhisattva. Vostra moglie cambierà.

 

Racconti e favole zen

Il libro: → Racconti e favole Zen

 

Se il marito non vi ama, sorridetegli ugualmente. Cucinate, cura­te i figli, siate brave donne di casa. Se avete poco denaro, spen­dete meno e vivete di riso naturale e qualche verdura. Avrete di che nutrirvi a sufficienza e guadagnerete in salute facendo a meno di carne, pesce, burro e formaggio. Dovete amare vostro marito prima di chiedere il suo amore. Allora vostro marito vi amerà.

Se guardate a vostra moglie o marito come se fosse Buddha, allora essi appariranno come Buddha davanti a voi.

Quando siete utili a qualcuno, non aspettatevi ringraziamento. Anche se la persona a cui avete fatto un favore, vi ricambia col tradimento, non odiatela. Il vostro karma comporta il suo tradimento. Il suo tradimento determina il vostro karma. Dovete tollerarlo e allora il karma scomparirà.

Non  fate  buone  azioni,  aspettandovi  lode  o  ringraziamento. Non pensate al risultato della vostra gentilezza, perché non si tratterebbe più di gentilezza, ma solo di ego. La vera gentilezza rimane anonima, gentilezza segreta! Aiutare  qualcuno  è gentilezza Farlo in maniera inosservata è grande gentilezza!

 

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Ignoranza

Delle tre negatività l’ignoranza è la più difficile da superare. Ogni persona è ignorante, ma non lo sa. Qualcuno possiede una cul­tura elevata, ma solo pochissimi hanno saggezza.

L’ignoranza è difficile da capire. Molte persone  hanno cultura, ma sono ignoranti.Anche se studiano all’università e acquistano vaste conoscenze, non possono sfuggire alla sofferenza. Perché sono ignoranti. Per superare la sofferenza occorre vera sag­gezza.

Non possiamo avere saggezza senza vuotare la mente. E solo la meditazione lo rende possibile.

La Bibbia dice che non possiamo entrare in paradiso senza ridiventare bambini. La meditazione Zen è allenamento a diventa­re come un bambino. Significa vuotare se stessi. Diventare vuoti vuol dire essere bodhisattva e raggiungere la pace.

 

Enso

 

Karma

Desiderio, collera e ignoranza nasco­no dal karma. Il Buddha dice che il mondo in cui viviamo è sofferenza e disgrazia. Questo mondo è pieno di malattie, depressioni, isolamento, problemi economia e difficoltà familiari. Le religioni sono nate per aiutare le persone sofferenti.

Le nostre sofferenze e disgrazie pro­vengono dal karma.

Il karma è il risul­tato delle azioni passate. Questo passato comprende la vita attuale e anche quelle vissute prima. Conti­nuiamo a ripetere morte e nascita all’infinito e ogni nostra azione si risolve in bene o in male, in sofferenza o piacere, secondo la sua natura.

 

*

 

Perché esiste il karma? Quando fu creato? Chi lo creò? Il Buddismo non risponde. Piuttosto insegna che siamo nati con un karma e ad estinguerlo.

Il karma è simile alla nozione cristiana di peccato originale. Nel cristianesimo il peccato originale è il giudizio per atti contro Dio. Il karma comporta il «giudizio» o le conseguenze delle azioni passate. Il Buddismo dice che ogni persona ripete morte e nascita molte volte e ogni volta nasciamo col karma accumulato delle vite precedenti.

Il Buddismo spiega che la nostra sofferenza proviene da esso. Quando il karma è consumato le sofferenze scompaiono e possiamo vivere felicemente nella pace della mente.

Come facciamo scomparire il karma?

Buddha dice che dobbia­mo rinunciare a desiderio, collera e ignoranza.

 

*

 

Un discepolo di Shakyamuni chiese: «Come possiamo liberarci dall’accumulazione di karma?» Il Buddha rispose: «È difficile, ma un modo è la confessione».

Tutte le religioni hanno il rito della confessione e della penitenza. La confessione è importante per espiare i peccati e purificarci. I buddisti pregano così: «Per mil­lenni ho commesso attraverso azioni, parole e pensieri atti pecca­minosi che nacquero dal desiderio, dalla collera e dall’ignoranza. Ora li confesso tutti».

 

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Solitudine

Le persone sentono la solitudine e ne sono tristi. Vogliono dipendere da qualcuno e si aspettano parole di incoraggiamen­to. Ma il vero conforto si può trovare solo in se stessi. Ciascu­no deve risolvere il problema della solitudine da solo.

La solitudine può sembrare una sofferenza, ma non lo è. La solitudine è la strada per la felicità. Quando raggiungeremo l’assoluta solitudine, saremo in grado di diventare tutt’uno con ogni essere dell’Universo. Non ci sarà differenza tra gli altri e noi. Questo è vero amore, il dare senza aspettarsi compensi. Allora non ci sarà più solitudine, ma solo pace. Conosco una donna di

85 anni che pensa sempre alla felicità degli altri. È in vera solitudine, ed è sempre raggiante.

Se volete sfuggire alla solitudine, non dovete pensare a riceve­re dagli altri. Dovete solo dare senza ricompensa. Questo è come l’amore della madre per i figli; le sofferenze dei figli sono le sue, la gioia dei figli è la sua. Figli e madri sono tutt’uno. Que­sto è amore.

 

 

La passione di un uomo e una donna è amore rapinatore; essi vogliono rubare amore uno all’altra. Questo amore è accompagnato da sofferenza, gelosia e talvolta anche odio. Se volete solo dare, allora sarete sempre contenti.

L’amore materno è prezioso e importante. Dobbiamo nutrire amore materno per tutti gli esseri. Se potete sentire la tristez­za di un altro come vostra, allora potete avere il satori. Siete prossimi a bodhisattva.

Un articolo molto interessante sul nostro blog è su  → Wabi Sabi – La perfetta imperfezione

 

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Meditazione Zen

Quando sediamo in meditazione, vengono in mente molti pen­sieri su cui non dobbiamo soffermarci. Dobbiamo ignorarli e concentrarci sulla coscienza.

Lo Zen c’insegna a non pensare al futuro e al passato, ma al presente. Siate nel presente! È assurdo crearsi preoccupazioni, o dolci fantasie sul futuro. È ridicolo anche pensare al passato. Dobbiamo essere nel presente.

Non considerate sofferenze future, questo crea depressione. Non aspettatevi dolce felicità. Il futuro vi tradirà.

Nella meditazione non è facile fare il vuoto nella mente. Se riuscirete a essere vuoti per 10 minuti, allora sarete bodhisattva per 10′. L’intero scopo della meditazione è di andare al di là della mente. Questo è ciò che significa diventare vuoti.

Potrete fare questa domanda a un maestro Zen: «Che cosa riceverò dallo meditazione?» Risponderà: «Niente». Se volete riceve­ re l’illuminazione , non dovreste volerla. Questo potrebbe appa­rire illogico e paradossale, ma è vero.

I maestri Zen-soto insegnano: «Non chiedere l’illuminazione. Non pensare agli scopi. Sedete per sedere in meditazione. Sedete e basta!»

Potete capire queste parole: «Vendere acqua in riva al fiume»?

 

 

 

Questo è lo Zen! La meditazione fa una cosa che non serve. Se praticherete la meditazione volendo raggiungere qualcosa, non otterrete. Se la farete senza voler ottenere nulla riceverete qualcosa.

Lo Zen non è filosofia. Quando si pensa con la mente, vi smar­rirete nell’enigma. Potrete trovare la soluzione solo sedendo in meditazione. Sedete! Sedete! Sedete e basta.

Qualche volta il Buddismo è insegnato per paradossi (Koan). Potete avvertire la contraddizione, ma essa verrà scavalcata dall’intuizione, mentre meditate.

Quando farete meditazione, non dovete essere impazienti. Quando siete malati, non dovete essere impazienti di guarire. Quando volete del denaro, non dovete essere impazienti di ottenerlo. Se non avrete desideri, riuscirete a raggiungere quel­lo che volete.

 

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La morte

Un famoso maestro disse: «Se avete una malattia è bene esse­re ammalati. Quando morite, è bene morire. E questa è una buona medicina per le paure della malattia e dello morte».

Il Buddismo Zen ci insegna a pensare: «Ora morirò, ora morirò». 

Questo è il modo di rinunciare ai legami. Ciascuno teme la morte e vuol vivere di più, anche solo un giorno. Ma nessuno può sfuggire alla morte. Quando è ora di morire, niente può fermare la morte, neanche l’amore per la famiglia, la fama o la ricchezza. Dobbiamo morire soli. Quel momento può essere ora!

Dobbiamo essere preparati. Se pensate: «Ora morirò, ora morirò», potrete prepararvi al momento. Qualcuno si preoccu­pa che questo modo di pensare sia depressivo e negativo. Non lo è! Se siete coscienti della morte, potete vivere pienamente e attivamente ogni momento ed essere nel presente.

 

Mente immutabile

Il libro: → La mente immutabile

 

 

Il mondo del Vuoto

Molte persone credono in due mondi. Quello che viviamo  e l’altro dopo la morte. Ma questi sono mondi di illusione. Solo un terzo mondo è reale: quello di «Hannya Shingyo» o Heart Sutra, che allude al mondo vuoto che si vive in meditazione. Questo è il mondo più alto e prezioso.

La meditazione è fatta per entrare in questo mondo. Là non ci sono sofferenze ma solo la bene­dizione del Buddha. Questo mondo trascende l’esistenza e la non esistenza. 

Il Sutra del Cuore dice:

«Forma non è altro che vuoto! / Vuoto non è altro che forma / Forma è esattamente il vuoto / Vuoto esattamente forma / Sensazione, percezione, reazione mentale / coscienza, sono anch’esse la stessa cosa».

Questo è il mondo del vuoto che sperimentiamo nella medita­zione Zen.

 

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Preghiera

Quando pregate Dio o Buddha per chiedere qualcosa, Dio o Buddha potrebbero darvi qualcosa di diverso da ciò che vole­te. Non dovreste esserne delusi. I bambini chiedono molte cose ai loro genitori. I genitori sanno ciò che è bene o male per i loro figli, perciò danno loro solo cose buone e rifiutano di dare ciò che non è bene per loro. Qualche volta rifiutare un regalo è molto bello per i bambini.

Siamo come questi bambini. Chie­diamo a Dio e a Buddha d’interce­dere per noi.

Dio e Buddha ci hanno dato solo cose buone, perciò talvol­ta ci daranno cose molto diverse da ciò che chiediamo.

Quando preghiamo Buddha di risol­vere un problema, non dovremmo sperare che i nostri desideri venga­no esauditi. Dobbiamo lasciare la soluzione a Buddha, perché lui ela­bora sempre una soluzione migliore di quanto pensiamo.

 

 

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Karma

Il karma non è punizione o premio da parte di Buddha o di Dio. Il karma è il risultato delle nostre azioni passate. Quando riceviamo sofferenze o infelicità dal nostro cattivo karma, dobbiamo ripulire questo cattivo karma attraverso azioni buone, confes­sione, gentilezza verso gli altri e pazienza nei confronti della nostra collera, malattie e sofferenze.

Qualcuno dice di essere un uomo buono, di non aver com­messo alcun delitto e di non sapere cosa confessare. lo gli dico che se farà meditazione troverà molte cose da confessare.

E qualcun altro potrebbe dire che se il karma sparisce con la

pazienza, sarebbe meglio non aiutare le persone infelici o ammalate. Questo è un errore. Se aiuterete una persona che soffre, il karma di entrambi sparirà.

 

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Perché esiste la sfortuna in questo mondo?

Non pensate che accade in parte che le persone di buon cuore soffrano  e che quelle piuttosto malvage prosperino? 

Un inno­cente bambino senza alcuna colpa muore improvvisamente a causa di un incidente. Oppure un altro bambino nasce con una malattia senza speranza. Oppure una persona di buon cuore, che vota la sua vita alla Chiesa e alla religione, soffre molti infortuni. Abbiamo davanti molte esperienze come queste. Che cosa ne pensiamo? 

È stato detto che «Dio è amore», ma sembra essere una menzogna! Dio non esiste! Non ho bisogno di un Dio che ci procura dolore. Pensate anche questo? Se Dio esi­ste, allora perché ci dà tanta sfortuna? Molte persone si sono poste questa domanda per secoli e già molte risposte sono state date.

Per esempio: la sofferenza è un addestramento a renderci forti.

 

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Altri dicono che viene dal peccato e dal karma. O: se saremo buoni, saremo in grado di ottenere la ricompensa di Dio nel mondo successivo, anche se siamo infelici in questo mondo. Altri dicono che le disposizioni di Dio sono impossibili da capi­re. Sono come un bellissimo arazzo.

Quando guardiamo il tessuto da dietro non è bello, ma cambia quando lo guardiamo davanti. La gente pensa che questo mondo sia ingiusto quando guarda solo sul retro del tessuto. Molte risposte sono state date a questa domanda, ma tutte queste risposte non riescono a soddisfare completamente tutte le persone. Non sarà possibile neanche in futuro dare una risposta soddisfacente. Anche se qualcuno trovasse una rispo­sta soddisfacente, la sfortuna dell’essere umano non scomparirà grazie ad essa.

La sfortuna umana esisterà tanto quanto dure­ranno le vite umane.

 

 

 

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Non è importante per noi il perché Dio o Buddha crearono la sfortuna, ma è importante sapere come superare questa sfor­tuna.

Dovremo partire dal fatto che abbiamo già sfortuna. Come superare questa sfortuna? Col «coraggio».

Questo coraggio è la benedizione che Dio o Buddha ci danno. Dobbiamo pregare per chiedere questa benedizione.

 

Zurigo, 20 Settembre 1986.

lnoue Muhen

 

“Lavare, rattoppare, cucinare anche spaghetti, dormire, morire.”

 

 


 

LIBRI da leggere

 

Qui mettiamo dei suggerimenti di lettura della nostra casa editrice:

Racconti e favole Zen

Shin Jin Mei

La mente immutabile

Il vecchio Maestro Zen

Il Libro dei Cinque Elementi

Haiku scelti

Chuck Norris. Il segreto del mio successo

Lo spirito del Kyudo

Musashi 

 


 

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